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Passaggio generazionale con nuda proprietà: l’esenzione non è automatica

Nel passaggio generazionale di aziende e partecipazioni, la donazione della nuda proprietà con riserva di usufrutto può essere utile per conciliare il graduale trasferimento del patrimonio con la continuità dell’impresa. Ma, sul piano fiscale, non basta trasferire formalmente le quote: per beneficiare dell’esenzione dall’imposta su successioni e donazioni ex art. 3, comma 4-ter, TUSD, occorre che il passaggio del controllo o della posizione imprenditoriale sia effettivo.

Le più recenti indicazioni del 2026 confermano un approccio sostanzialistico.

La Cassazione, con le ordinanze nn. 6614 e 6616 del 19 marzo 2026, ha negato l’agevolazione in un caso di donazione della nuda proprietà di quote di S.r.l. in cui l’usufruttuario manteneva il diritto agli utili e il voto sulla loro ripartizione. Secondo la Corte, il controllo di diritto non può considerarsi trasferito se il donatario non dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria nel suo insieme.

L’Agenzia delle Entrate ha poi rafforzato questo principio:

  • con la risposta n. 116 del 4 giugno 2026, ha escluso l’esenzione per il trasferimento della nuda proprietà di quote di società di persone quando il beneficiario non acquisisce una posizione di socio effettiva e i poteri gestori restano, nella sostanza, al disponente usufruttuario;
  • con la risposta n. 143 del 13 luglio 2026, ha confermato che il controllo societario deve essere reale e non svuotato da diritti particolari, veti, poteri di nomina o clausole statutarie che lascino il governo dell’impresa in capo al donante.

Il messaggio per la pianificazione è chiaro: usufrutto e nuda proprietà restano strumenti utilizzabili, ma devono essere disegnati con attenzione.

Per le società di capitali, il beneficiario deve acquisire e conservare per almeno cinque anni un controllo effettivo ai sensi dell’art. 2359 c.c.; per le società di persone, deve mantenere per cinque anni una titolarità della quota che non sia soltanto patrimoniale, ma coerente con un reale subentro nell’impresa.

Nella redazione dell’atto, quindi, non basta guardare alle percentuali trasferite. Occorre verificare anche diritti di voto, distribuzione degli utili, quorum assembleari, poteri di nomina, diritti di veto, patti parasociali e prerogative riservate all’usufruttuario.

L’agevolazione fiscale non tutela una successione solo formale: tutela un autentico trasferimento generazionale dell’impresa.

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