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Riforma CFC 2025: Nuove Opportunità e Obblighi per le Imprese Internazionali

Le recenti modifiche al regime delle Controlled Foreign Companies (CFC), introdotte dall’art. 4 del DL 84/2025, segnano una svolta significativa per le aziende italiane con partecipazioni all’estero. Ecco cosa cambia, come impatta sulle policy fiscali e su cosa riflettere subito per la pianificazione 2025.

Novità Principali della Riforma

1. Ricalcolo dell’Imposta Minima e Test ETR

  • Criterio QDMTT: La nuova disciplina attribuisce rilievo all’imposta minima nazionale equivalente (Qualified Domestic Minimum Top-up Tax, QDMTT) estera nel calcolo dell’effective tax rate (ETR) della controllata. La QDMTT non è tariffata su base individuale, ma sulla (sotto)giurisdizione ove opera la CFC e va ripartita proporzionalmente ai profitti eccedenti prodotti dalla società.
  • Impatto sull’ETR: Il nuovo ETR considera la frazione di QDMTT allocabile ai profitti eccedenti di ciascuna controllata, secondo quanto previsto dalla normativa fiscale locale.

2. Opzione per il Meccanismo Semplificato (15%)

  • Calcolo dell’Utile: L’imposta del 15% viene sempre determinata in proporzione al netto contabile dell’esercizio e alla percentuale (diretta o indiretta) di partecipazione agli utili del controllante italiano.
  • Non Deducibilità Fiscale: Tale imposta non è deducibile né dall’IRES né dall’IRAP.
  • Conseguenze: L’opzione soddisfa il requisito della “tassazione effettiva congrua”, fondamentale anche per la fiscalità dei dividendi percepiti dai soci.
  • Durata e Irrevocabilità: L’opzione vale tre esercizi, irrevocabile, e si rinnova automaticamente salvo revoca esplicita secondo quanto previsto per la comunicazione dell’opzione.

3. Detraibilità dall’IRES

Le nuove regole consentono la detraibilità dall’IRES italiana dell’imposta minima nazionale equivalente effettivamente allocata sulle CFC, secondo quanto disciplinato dal nuovo comma 9 dell’art. 167 TUIR.

4. Coordinamento con la Riforma degli Interpelli

Il nuovo testo si coordina con la revisione dell’istituto dell’interpello introdotta dal DLgs. 219/2023, migliorando chiarezza procedurale e certezza del diritto nei casi più complessi.

Applicazione Temporale

Le modifiche sono in vigore per i redditi prodotti a partire dal periodo d’imposta successivo al 29 dicembre 2023 (quindi, per la maggior parte dei soggetti, dall’esercizio 2024), incidendo direttamente sulla compilazione dei modelli REDDITI 2025.

Implicazioni Operative

  • Focus sulla Trasparenza: Le società devono rivedere i flussi informativi e le politiche di allocazione dei costi e utili per conformarsi agli aggiornamenti sull’ETR e sulla QDMTT.
  • Valutazione delle Opzioni: Decidere o meno di aderire all’opzione del 15% richiede un’attenta valutazione delle dinamiche di gruppo e delle aspettative di utili futuri.
  • Pianificazione a Medio Termine: L’opzione ha effetto triennale, quindi la scelta influenza il tax planning aziendale per almeno tre esercizi.

In sintesi: la riforma CFC 2025 impone una riflessione strategica immediata sulle strutture estere, la pianificazione fiscale internazionale e la governance delle holding italiane: aggiornarsi è ora non un plus, ma un must.

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